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Il trasporto merci in Italia contribuisce al 28% delle emissioni

Il trasporto merci in Italia contribuisce al 28% delle emissioni

Il trasporto merci rappresenta uno dei nodi strutturali della transizione ambientale. In Italia incide per il 28,3% delle emissioni complessive di gas serra, mentre nell’Unione europea si attesta intorno al 29%. La modalità stradale concentra circa il 77% delle emissioni da trasporto e i mezzi pesanti generano oltre un quarto di quelle stradali, pari a circa il 6% del totale europeo. Su questa base si colloca lo studio di TP – Trasporti Pesanti (Gruppo Storti), azienda cremonese attiva nella logistica e nel trasporto merci su strada e intermodale, con circa 800 mezzi di proprietà, volto a individuare leve operative per migliorare efficienza e sostenibilità.

Digitalizzazione e comportamenti dei conducenti

Le rilevazioni di mercato indicano che in Europa circa il 20% dei chilometri dei mezzi pesanti è percorso senza carico, mentre in Italia la quota si colloca tra il 23% e il 25%. L’impiego di algoritmi di intelligenza artificiale può ottimizzare rotte e carichi riducendo i chilometri a vuoto del 15–20%. L’analisi interna di TP – Trasporti Pesanti evidenzia che l’integrazione tra pianificazione avanzata, telematica di bordo e sistemi di analisi consente un miglioramento della saturazione media e un calo delle percorrenze improduttive del 10–12% sulle tratte più frequentate.

Anche la componente comportamentale ha impatti significativi: la guida predittiva può ridurre i consumi del 5–10%, mentre il programma interno Ecodrive, supportato da monitoraggio continuo, determina riduzioni medie del 6–7% per veicolo, con effetti misurabili sull’efficienza operativa.

Energia e normative ambientali

La congestione sulle principali direttrici logistiche italiane, come A4, Brennero e i nodi di Milano e Bologna, genera costi stimati in miliardi di euro l’anno, influenzando produttività e competitività. L’utilizzo di carburanti HVO (Hydrotreated Vegetable Oil) può ridurre le emissioni di CO2 fino al 90% sull’intero ciclo di vita, mentre l’impiego di mezzi per trasporti eccezionali riduce l’intensità emissiva per unità di carico.

Il quadro normativo europeo prevede una riduzione delle emissioni dei veicoli pesanti del 15% entro il 2025 e del 45% entro il 2030, con limiti più stringenti su NOx e particolato. Il rinnovo della flotta è fondamentale: con un’età media dei mezzi italiani vicina ai 15 anni, ridurre l’età media sotto i cinque anni consente risparmi di consumo per chilometro dell’8–12% rispetto a mezzi più datati.

Intermodalità e trasporto ferroviario

In Italia la quota ferroviaria nel trasporto merci si attesta tra il 12,4% e il 12,6%, contro una media europea del 17%. Studi comparativi dimostrano che il trasporto ferroviario può ridurre le emissioni tra il 65% e l’80% rispetto al tutto-strada sulle tratte medio-lunghe. TP – Trasporti Pesanti, che nel 2025 ha movimentato circa 2.000 treni, segnala che l’integrazione modale consente riduzioni emissive del 40–50% sulle lunghe percorrenze rispetto a soluzioni esclusivamente stradali.

Efficienza operativa e sostenibilità

Secondo Ulisse Albertazzi, direttore generale di TP – Trasporti Pesanti, i limiti del trasporto merci non riguardano solo la sostenibilità, ma anche i costi sociali: in Italia i costi legati a traffico e inquinamento ammontano a 34 miliardi di euro l’anno, mentre nell’UE i costi esterni dei trasporti sono stimati in 1.000 miliardi annui, pari al 7% del PIL europeo. Intervenire su digitalizzazione, flotta, energia e intermodalità consente di migliorare misurabilità e performance operative. Per questo l’azienda ha costituito un team dedicato alla sostenibilità, con l’obiettivo di integrare indicatori ambientali ed efficienza operativa in una strategia progressiva.

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