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Erbicida cancerogeno?, Trump difende il glifosato: è cruciale per la sicurezza nazionale

Erbicida cancerogeno?, Trump difende il glifosato: è cruciale per la sicurezza nazionale

Le recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul glifosato hanno riacceso il dibattito internazionale sull’erbicida più controverso al mondo, collegato da studi scientifici a potenziali rischi per la salute umana. Le parole del capo della Casa Bianca hanno provocato immediate reazioni dalle principali associazioni ambientaliste, che tornano a chiedere maggiori controlli e l’uscita graduale da prodotti chimici a rischio.

Trump difende il glifosato

Con un recente ordine esecutivo firmato lo scorso 18 febbraio, Trump ha dichiarato che il glifosato e i prodotti a base di questo erbicida “giocano un ruolo critico nel mantenimento della produttività agricola nazionale” e sono fondamentali per garantire “una sicurezza alimentare stabile e sostenibile”. Secondo il testo dell’ordine, assicurare una fornitura adeguata di glifosato è “cruciale per la sicurezza nazionale, la difesa e la capacità produttiva agricola degli Stati Uniti”.

In pratica il presidente Trump ha legato la disponibilità dell’erbicida non solo alle esigenze produttive del campo agricolo, ma anche alla sicurezza alimentare e alla resilienza economica del paese, citando l’uso di potenti strumenti come il Defense Production Act per proteggere la catena di fornitura nazionale.

Il glifosato e il dibattito scientifico sul rischio per la salute

Il glifosato è un principio attivo impiegato in numerosi diserbanti, incluso Roundup, prodotto originariamente da Monsanto, oggi parte di Bayer. Nel 2015 lo IARC, una agenzia dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha classificato il glifosato come “probabilmente cancerogeno per l’uomo”.

Questa classificazione ha alimentato un forte dibattito scientifico, con diverse autorità regolatorie, come l’Autorità europea per la sicurezza alimentare e l’Environmental Protection Agency, che nel corso degli anni hanno espresso giudizi differenziati sul rischio associato all’uso autorizzato di glifosato.

Le opinioni scientifiche divergono, ma la comunità ambientalista ricorda con forza gli studi che hanno evidenziato potenziali legami tra esposizione al glifosato e alcuni tumori, in particolare il linfoma non‑Hodgkin.

Le reazioni delle associazioni ambientaliste

Le dichiarazioni e l’ordine esecutivo di Trump hanno immediatamente raccolto dure critiche dalle associazioni ambientaliste nazionali e internazionali. Le principali organizzazioni sottolineano che la tutela della salute pubblica e dell’ambiente deve prevalere rispetto alle logiche di mercato e alle pressioni delle industrie chimiche.

Secondo i gruppi ambientalisti, l’uso del glifosato rappresenta un rischio sia per la biodiversità che per la salute umana, con effetti potenziali su ecosistemi, insetti impollinatori e qualità del suolo. Le associazioni chiedono ai governi di aumentare i controlli, sostenere la ricerca scientifica indipendente e incentivare alternative all’uso di erbicidi chimici, come pratiche di agricoltura rigenerativa e biologica.

Equilibrio tra agricoltura, politica e ambiente

Il caso del glifosato si inserisce in un quadro più ampio di tensioni tra esigenze produttive dell’agricoltura moderna, scelte politiche e preoccupazioni ambientali. L’ordine esecutivo di Trump, che enfatizzano sicurezza alimentare e ruolo economico degli erbicidi, è visto da molti critici come una scelta che favorisce la produzione a scapito dell’attenzione ai potenziali danni sanitari.

Il dibattito rimane aperto tra istituzioni, scienziati e società civile, con l’obiettivo di trovare soluzioni che tutelino la salute pubblica senza compromettere la sostenibilità dei sistemi agricoli nel lungo periodo.

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