Trump revoca l’Endangerment Finding: la legge Obama su clima e riduzione emissioni di gas serra
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si prepara ad abrogare nella giornata odierna l’Endangerment Finding, il provvedimento adottato nel 2009 sotto la presidenza di Barack Obama che ha costituito la base giuridica della regolamentazione federale sulle emissioni di gas a effetto serra. L’annuncio è arrivato dalla portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, che ha definito l’iniziativa “il più grande atto di deregolamentazione nella storia americana”, sostenendo che la misura consentirà agli americani di risparmiare.
La decisione, anticipata nei giorni scorsi dal Wall Street Journal, rappresenta un passaggio chiave nella politica ambientale dell’amministrazione Trump e potrebbe aprire la strada allo smantellamento di numerose normative federali introdotte negli ultimi quindici anni per limitare le emissioni responsabili del riscaldamento globale.
Cos’è l’Endangerment Finding
L’Endangerment Finding è un atto formale adottato dall’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente (Epa) nel 2009. Con quel provvedimento, l’agenzia stabilì che sei gas a effetto serra, tra cui anidride carbonica e metano, sono pericolosi per la salute pubblica e quindi rientrano tra gli inquinanti regolamentabili a livello federale.
Questa valutazione giuridica ha costituito la base per l’introduzione di numerose norme volte a ridurre le emissioni, in particolare nei settori dei trasporti e della produzione di energia. Le regole su automobili e camion, responsabili di emissioni di CO₂ attraverso la combustione di benzina e diesel, così come quelle sulle centrali elettriche, si fondano proprio su questa interpretazione.
La revoca dell’Endangerment Finding potrebbe quindi avere un impatto strutturale sull’intero impianto normativo ambientale degli Stati Uniti, mettendo in discussione anni di regolamentazione federale.
Le possibili conseguenze
L’eliminazione del provvedimento potrebbe consentire all’amministrazione Trump di rivedere o cancellare diverse regole che limitano le emissioni delle centrali elettriche, in particolare quelle alimentate da combustibili fossili. Si tratta di un passaggio coerente con la linea politica del presidente, che fin dal suo ritorno alla Casa Bianca ha cercato di ridurre quelle che i suoi alleati nel settore petrolifero e del gas definiscono norme eccessivamente onerose.
Trump ha più volte ribadito che i combustibili fossili sono vitali per l’economia e per la sicurezza nazionale, sostenendo che un maggiore ricorso a petrolio, gas e carbone possa contribuire a contenere i prezzi dell’energia. Una posizione che si pone in contrasto con decenni di studi scientifici sul cambiamento climatico e sugli effetti delle emissioni di gas serra.
Nelle prossime ore, il presidente dovrebbe inoltre firmare un ordine esecutivo che impone al Pentagono di acquistare elettricità da centrali a carbone. L’amministrazione intende finanziare cinque impianti situati in West Virginia, Ohio, North Carolina e Kentucky, con l’obiettivo di rimetterli in servizio e ammodernarli.
Deregolamentazione e cambiamento climatico
La revoca dell’Endangerment Finding si inserisce in una più ampia strategia di deregolamentazione ambientale. Secondo la Casa Bianca, la misura rappresenta un intervento volto a ridurre i costi per imprese e cittadini. Per i critici, invece, si tratta di un passo indietro nella lotta alle emissioni e nella tutela della salute pubblica.
Trump ha più volte espresso scetticismo sul riscaldamento globale, arrivando in passato a definirlo una bufala. La nuova iniziativa rafforza la linea di discontinuità rispetto alle politiche climatiche delle precedenti amministrazioni democratiche, in particolare quella di Obama, che aveva posto la riduzione delle emissioni tra le priorità dell’agenda federale.
Con la possibile cancellazione dell’atto che riconosce ufficialmente la pericolosità dei gas serra per la salute pubblica, la politica climatica degli Stati Uniti potrebbe entrare in una nuova fase, con effetti rilevanti sia sul piano interno sia su quello internazionale.
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