UE: stop a termini come bistecca e bacon sui prodotti vegetali, ok a burger e salsiccia
Il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione europea ieri hanno raggiunto un accordo sul cosiddetto “meat sounding”, ossia l’uso di terminologie tradizionalmente legate alla carne su prodotti vegetali o coltivati in laboratorio. Tra i termini vietati ci sono bistecca, bacon, filetto, fegato e altri legati a specie animali o tagli specifici.
Termini ancora consentiti sulle confezioni
Al contrario, alcuni nomi già diffusi nel mercato restano permessi, come veggie burger, burger, salsiccia e nuggets. La decisione è il risultato di un compromesso tra le proposte avanzate dalla Commissione Ue e dall’eurodeputata francese Céline Imart.
Definizione ufficiale di carne e tempi di adeguamento
Il regolamento introduce una definizione chiara di carne come “parti commestibili di animali”, escludendo quindi le denominazioni vietate per prodotti vegetali o coltivati. I produttori avranno tre anni di tempo per esaurire le scorte e adattarsi alle nuove regole.
Prodotti a base di carne coltivata
Anche i prodotti derivati dalla carne coltivata rientrano nel divieto, sebbene non siano ancora autorizzati sul mercato Ue. L’Efsa deve valutare le richieste relative a foie gras e grasso coltivati per burger vegetali, ma le norme si applicheranno preventivamente.
Misure a sostegno degli agricoltori
Le modifiche al regolamento Ocm rafforzano i contratti tra agricoltori e acquirenti, rendendoli scritti e con clausole di revisione per adeguarsi a fluttuazioni di mercato e costi. Gli Stati membri potranno inoltre sostenere finanziariamente le organizzazioni di produttori e chiarire l’uso di termini facoltativi come “equo” o “filiera corta”.
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