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Trump ritira gli Stati Uniti dalla Convenzione ONU sul clima

Trump ritira gli Stati Uniti dalla Convenzione ONU sul clima

Gli Stati Uniti hanno ufficializzato l’uscita dalla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), il trattato del 1992 che rappresenta la base degli sforzi internazionali per contenere il riscaldamento globale. La decisione è stata formalizzata attraverso un memorandum presidenziale firmato alla Casa Bianca e segna un passaggio senza precedenti nella politica climatica globale.

Con questo passo, Washington diventa l’unico Paese al mondo ad abbandonare formalmente la convenzione, autoescludendosi dai processi decisionali multilaterali che puntano a limitare l’aumento delle temperature globali entro la soglia dei 2 gradi Celsius.

Ritiro che isola gli Stati Uniti dalla governance climatica

L’uscita dalla UNFCCC comporta conseguenze rilevanti sul piano diplomatico e strategico. La convenzione rappresenta infatti il quadro di riferimento entro cui operano tutti i negoziati sul clima, incluse le conferenze annuali delle parti (COP). Senza farne parte, gli Stati Uniti non potranno più influenzare direttamente le decisioni globali in materia di riduzione delle emissioni, adattamento climatico e finanziamenti ai Paesi più vulnerabili.

Questa scelta rafforza l’isolamento dell’amministrazione Trump sui temi ambientali e riduce il suo peso negoziale in uno dei settori chiave delle relazioni internazionali contemporanee.

Abbandono di 66 organizzazioni internazionali e ONU

Il disimpegno annunciato non riguarda esclusivamente la UNFCCC. Il memorandum del presidente Donald Trump prevede infatti l’uscita da 31 organismi delle Nazioni Unite e da altre 35 organizzazioni internazionali. Il focus principale è rivolto a enti scientifici, ambientali e di conservazione.

Tra le istituzioni più rilevanti coinvolte c’è il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC), considerato la massima autorità scientifica mondiale sul clima. Gli Stati Uniti lasceranno anche l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) e la Piattaforma intergovernativo scientifico-politica sulla biodiversità e i servizi ecosistemici (IPBES).

Stop anche a energie rinnovabili e cooperazione solare

Il memorandum colpisce anche il settore delle energie pulite. È infatti previsto l’abbandono dell’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA) e dell’Alleanza solare internazionale (ISA), due organismi chiave per la promozione delle fonti rinnovabili e della cooperazione energetica tra Stati.

Questa scelta segna un ulteriore arretramento degli Stati Uniti rispetto alla transizione energetica globale e potrebbe avere ripercussioni sugli investimenti e sulla leadership tecnologica americana nel settore green.

Le motivazioni della Casa Bianca

Secondo quanto dichiarato dalla Casa Bianca, la decisione è il risultato di una revisione interna che ha definito la partecipazione a questi enti uno spreco di denaro pubblico. Le organizzazioni coinvolte, secondo l’amministrazione, non servirebbero più gli interessi americani e promuoverebbero agende inefficaci o ostili.

In una nota ufficiale si legge che questi ritiri porranno fine al finanziamento da parte dei contribuenti statunitensi e al coinvolgimento in enti accusati di sostenere priorità globaliste a discapito degli interessi nazionali.

Uscita dall’Accordo di Parigi

La scelta di abbandonare la UNFCCC si inserisce in una strategia già avviata. Lo scorso anno, Donald Trump aveva infatti ritirato gli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi sul clima, il principale patto internazionale per contrastare il riscaldamento globale.

Inoltre, Washington aveva deciso di non inviare una delegazione ufficiale alla COP30 sul clima in Brasile, segnando un ulteriore distacco dai principali tavoli negoziali internazionali.

Nel complesso, queste decisioni ridisegnano profondamente il ruolo degli Stati Uniti nella lotta globale ai cambiamenti climatici, aprendo una fase di forte incertezza per la cooperazione internazionale su uno dei temi più urgenti del nostro tempo.

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