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Val d’Alpone candidata a Patrimonio UNESCO: un tesoro fossile unico al mondo

Val d’Alpone candidata a Patrimonio UNESCO: un tesoro fossile unico al mondo

I giacimenti fossiliferi della Val d’Alpone compiono un passo decisivo verso il riconoscimento internazionale. La Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco ha approvato l’invio del dossier di candidatura al Centro del Patrimonio Mondiale, avviando ufficialmente il percorso che potrebbe portare il sito veronese nella lista dei beni UNESCO.

Il valore scientifico dei giacimenti della Val d’Alpone

Secondo il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto, i giacimenti fossiliferi della Val d’Alpone rappresentano un luogo chiave per comprendere l’evoluzione della vita sulla Terra. Il sito costituisce infatti la più importante, studiata e meglio conservata testimonianza paleontologica oggi conosciuta sull’evoluzione degli ecosistemi tropicali marini dell’Eocene, risalenti a un periodo compreso tra 50 e 38 milioni di anni fa.

Un patrimonio di biodiversità del passato

La straordinaria ricchezza del sito è testimoniata da oltre 100.000 reperti fossili e più di 1.600 categorie di organismi. Questo eccezionale concentrato di biodiversità racconta la storia degli antichi mari tropicali e documenta l’origine e lo sviluppo di gruppi di organismi che ancora oggi dominano gli oceani del pianeta, rendendo la Val d’Alpone un punto di riferimento mondiale per la ricerca paleontologica.

Territorio e patrimonio naturale: un legame unico

I reperti fossiliferi della Val d’Alpone non hanno solo un valore scientifico, ma mettono in luce anche la profonda relazione tra il territorio e il patrimonio naturale. Come sottolineato dal Ministro Pichetto, la candidatura rappresenta un passaggio fondamentale per la valorizzazione culturale e scientifica dell’area, rafforzando la consapevolezza dell’importanza della tutela ambientale e della memoria geologica del pianeta.

I promotori della candidatura UNESCO

La candidatura è stata promossa dall’Associazione Val d’Alpone – Faune, Flore e Rocce del Cenozoico, che riunisce dieci Comuni del territorio, l’Università di Verona, il Parco regionale della Lessinia e numerosi consorzi e associazioni culturali. Un ruolo determinante è stato svolto anche dalla Regione del Veneto, che ha sostenuto il progetto sin dalle prime fasi.

Il ruolo delle istituzioni nazionali

La Direzione generale tutela della biodiversità e mare del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha coordinato la finalizzazione del dossier di candidatura. Il lavoro è stato svolto in sinergia con il Ministero della Cultura, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale e la Rappresentanza permanente d’Italia presso l’UNESCO, a conferma del forte impegno istituzionale a sostegno del sito.

I prossimi passi verso il riconoscimento

La candidatura della Val d’Alpone dovrà ora essere esaminata dagli organismi consultivi del Comitato del Patrimonio Mondiale. Successivamente, nel 2027, il dossier sarà sottoposto alla valutazione finale del Comitato della Convenzione del 1972, che deciderà sull’iscrizione definitiva del sito nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.

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