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Italia prima in Europa per la produzione di vetro, ma è frenata dai i costi dell’energia

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Italia prima in Europa per la produzione di vetro, ma è frenata dai i costi dell’energia

La filiera vale 3,2 miliardi di euro e supera la Germania per capacità produttiva. Il nodo resta la bolletta energetica: in Italia l’energia costa il doppio rispetto alla Francia

L’industria italiana del vetro conquista la vetta europea, superando la Germania per capacità produttiva e struttura industriale. Un risultato che vale 3,2 miliardi di euro di valore aggiunto, 111 siti produttivi e oltre 16.500 addetti — con l’occupazione cresciuta del 3% nel 2025. I dati arrivano da elaborazioni Resolglass su fonti di settore e fotografano un comparto che mostra una tenuta sorprendente nonostante le difficoltà del contesto industriale europeo.

Il problema che non va via: l’energia costa il doppio

Il punto critico è uno solo, ma pesa come un macigno. Nel 2024 il costo medio dell’energia in Italia ha toccato i 109 euro per megawattora — quasi il doppio rispetto alla Francia (58 euro) e alla Spagna (63 euro). Per un settore che lavora con forni di fusione accesi a oltre 1.500 gradi centigradi, questo divario non è gestibile con aggiustamenti marginali: incide direttamente sulla competitività internazionale.

Nel 2025-2026 si registra una parziale stabilizzazione dei prezzi, ma il gap strutturale con i principali competitor europei rimane aperto. «Una filiera strategica per la transizione industriale ed ecologica», sottolinea Enrico Scozzari, ideatore di Resolglass, il brand di Resolfin attivo dal 1964.

La scommessa sull’edilizia sostenibile

La risposta del settore alla pressione energetica passa da una riconversione strategica verso segmenti a maggiore valore aggiunto. Il vetro è sempre più centrale nell’edilizia sostenibile, dove rappresenta una leva chiave per l’efficienza energetica degli edifici — facciate continue, vetri a controllo solare, sistemi di isolamento termico ad alte prestazioni. Un mercato in crescita strutturale, trainato dagli incentivi europei alla riqualificazione del patrimonio immobiliare.

Il saldo commerciale del settore resta positivo, con un export resiliente e un attivo di circa 75 milioni di euro.

Da bottega artigiana a gruppo industriale: il caso Resolfin

La storia di Resolglass racconta bene la traiettoria dell’industria vetraria italiana. Tutto comincia nel 1964, quando Giacomo Scozzari apre a Torino un laboratorio di lavorazione metalli specializzato in complementi di arredo in ottone e cristallo. Sessant’anni dopo, il figlio Enrico Scozzari ha trasformato quel laboratorio in un gruppo industriale che opera nell’edilizia, nella comunicazione visiva, nel design tecnico e nella blue economy.

Dal 2019 l’azienda è energeticamente autosufficiente grazie a un impianto fotovoltaico industriale installato nello stabilimento produttivo. Dal 2022 utilizza tessuti realizzati con plastica recuperata dal mare, integrando economia circolare e competitività industriale in un modello che guarda alla sostenibilità non come a un obbligo normativo, ma come a una scelta strategica.

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