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Allerta Dengue anche in Italia: clima tropicale mette in allarme

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Allerta Dengue anche in Italia: clima tropicale mette in allarme

L’allerta Dengue sale anche in Italia. Non c’è solo la corsa alle disinfestazioni e all’istallazione di zanzariere. Il principale fattore di rischio è rappresentato dal clima tropicale. Il cambiamento climatico ha infatti portato un innalzamento generale delle temperature. Il caldo prolungato crea le condizioni ideali pe rla proliferazione delle zanzare, vettore del virus.

Anche il Ministero alla Salute ha fatto i suoi passi. Sono state emesse tre circolari anti-Dengue della Prevenzione del ministero della Salute che mettono in campo gli operatori Usmaf, gli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera italiane, per i controlli e le disinfestazioni sulle navi merci, da crociera e sugli aerei, con legami con le aree a rischio.



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Allerta Dengue: le circolari del Ministero della Salute

Per l’allerta Dengue le raccomandazioni nelle tre circolari del Ministero sono chiare. “Potenziare la sorveglianza dei casi umani di Dengue su tutto il territorio nazionale, soprattutto in termini di tempestività, di rispetto dei flussi di comunicazione”. Ma ancora: “sensibilizzare gli operatori sanitari, tra cui pediatri di libera scelta e medici di medicina generale, per permettere la rapida identificazione dei casi; implementare tutte le azioni di bonifica ambientale previste, mirate a ridurre i siti di proliferazione e di riparo per le zanzare”. Le altre raccomandazioni sono le seguenti. “Provvedere alla predisposizione, previa programmazione, di misure locali di monitoraggio e di contrasto dei vettori. Individuare tutti i potenziali siti a rischio di introduzione di nuove specie di zanzare invasive, quali Aedes aegypti, e predisporre tutte le misure di sorveglianza e controllo atte a prevenire e contrastare il possibile ingresso e successiva diffusione di questi potenziali vettori di arbovirosi».

I casi in Italia di Dengue nel 2024

Tra gennaio e febbraio 2024 in Italia si sono registrati 48 casi di Dengue, tutti importati dall’estero. Nel 2023 erano stati 362 dall’estero e 84 autoctoni. A dare le cifre è stato il ministro della Salute Orazio Schillaci, nel question time al Senato del 22 febbraio. La situazione, ha detto, “è sotto controllo, siamo allertati e stiamo facendo tutto il necessario”. L’Italia, ha aggiunto, “si distingue per essere stato il primo Paese europeo ad aver messo in atto le misure anti-Dengue alle frontiere”. A causare la Dengue è un arbovirus – il virus Dengue nelle sue varie forme (Den-1, Den-2, Den-3 e Den-4) – veicolato principalmente dalla puntura della zanzara Aedes aegypti, la stessa del virus Zika. Ma si sono registrati anche casi trasmessi da Aedes albopictus. La situazione di allerta dengue resta comunque influenzata dal clima tropicale.

Le raccomandazioni degli esperti e clima tropicale

Diversi i pareri di epidemiologi e virologi dopo la diffusione delle circolari del Ministero sui casi Dengue. Secondo Massimo Ciccozzi: “La filogenesi della Dengue ci dice che è endemica nei Paesi sud tropicali. La zanzara Aedes aegypti è il suo vettore naturale e in Italia, visto il nostro clima diverso da quello tropicale, non riesce ad attecchire”. Sempre secondo l’epidemiologo dell’Università Campus Biomedico: “Il ministero della Salute si è mosso bene, le tre circolari del direttore della Prevenzione Francesco Vaia vanno nella direzione giusta e sono state molto puntuali. Ma i Comuni e le Regioni devono far partire i piani anti-Dengue perché siamo in ritardo».

il virologo Roberto Burioni ricorda invece che “la malattia si trasmette solo attraverso la puntura della zanzara e questa dopo che ha punto una persona infetta, rimane infettiva per tutta la sua vita, più o meno un mese, potendo infettare tutte le persone che punge”.

Sul suo profilo facebook invece Matteo Bassetti infettivologo, primario del San Martino di Genova, ha pubblicato un post: “nella Clinica Malattie Infettive di Genova abbiamo diagnosticato un caso di dengue in un ragazzo argentino di ritorno dal paese di origine. Aver fatto divulgazione sulla dengue in questi primi due mesi del 2024 ha funzionato. E’ stato lo stesso paziente a contattarci e a presentarsi in ambulatorio dicendo che aveva i sintomi che aveva ascoltato in tv e sui social. Un plauso quindi va a tutti, dal Ministero ai divulgatori che hanno spiegato che esiste un problema in Sud America. Ora sarà importante partire presto con la disinfestazione e i larvicidi che, ricordiamolo, sono in capo alle amministrazioni locali”.

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