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In Europa migliora la qualità dell’aria, in Italia no

qualità dell'aria Frosinone

In Europa migliora la qualità dell’aria, in Italia no

L’inquinamento atmosferico è l’insieme delle sostanze presenti nell’aria che hanno effetti dannosi sull’ambiente e sulla salute degli esseri umani. L’esposizione all’inquinamento atmosferico può causare malattie cardiovascolari, cardiopolmonari e respiratorie che peggiorano e riducono la qualità della vita e causano decessi che sarebbero evitabili.

Inquinamento atmosferico in Europa: il rapporto dell’European Environment Agency

L’ultimo documento dell’European Environment Agency, pubblicato il 6 giugno scorso, presenta lo stato degli inquinanti atmosferici in Europa nel 2022 e 2023. Si basa sugli attuali standard di qualità dell’aria dell’Ue e sui livelli indicati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). Il report valuta le concentrazioni di inquinanti atmosferici dell’aria, confrontandole con gli attuali standard dell’Ue e con le linee guida dell’Oms.



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In Italia record di morti per inquinamento atmosferico

I dati dell’agenzia hanno registrato continui miglioramenti della qualità dell’aria in Europa. Tuttavia, gli attuali standard dell’Ue non sono ancora rispettati in tutto il territorio del continente. Il 96% della popolazione urbana, infatti, è esposto a concentrazioni non sicure di particolato fine (PM2,5).

Le cose non vanno bene neanche per l’Italia, anzi. Il nostro paese continua a classificarsi tra i Paesi peggiori. L’Italia e la Polonia, infatti, hanno segnalato nel 2022 superamenti del valore limite giornaliero di PM10. Questo è avvenuto, rispettivamente per 7 e 13 zone di qualità dell’aria. L’Italia, inoltre, ha un altro triste primato. Detiene, purtroppo, il record europeo di morti per inquinamento atmosferico. Sono quasi 50mila i decessi prematuri l’anno legati solo al particolato fine (PM2,5).

EGD: ridurre numero decessi prematuri causati dal particolato fine di almeno il 55%

La Commissione europea ha fissato un obiettivo ambizioso: per il 2030 ridurre il numero di decessi prematuri causati dal particolato fine di almeno il 55% rispetto ai livelli del 2005. L’intento rientra nell’ambito del piano d’azione per l’inquinamento zero del Green Deal europeo (EGD), perché l’inquinamento atmosferico non abbia impatti drammatici sulla salute entro il 2050.

A tal proposito, lo scorso febbraio la Commissione europea ha pubblicato una proposta di revisione delle direttive sulla qualità dell’aria con standard più elevati da far entrare in vigore nel 2030. Quelli indicati dall’Oms nei suoi livelli guida per la qualità dell’aria risultano essere ancora più severi.

Troppi cittadini europei esposti a concentrazioni di PM2,5 superiori ai livelli guida previsti

Nel 2022, infatti, nonostante le riduzioni delle emissioni, la maggior parte della popolazione urbana dell’Ue ha continuato a essere esposta a livelli di inquinanti atmosferici chiave dannosi per la salute. Nello specifico, quasi tutta la popolazione urbana è stata esposta a concentrazioni di PM2,5 superiori al livello guida annuale dell’OMS del 2021 di 5µg/m3. E a concentrazioni di ozono (O3) superiori al livello guida a breve termine di 100µg/m3.

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