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Inquinamento e morti evitabili: i dati di MobilitAria 2024

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Inquinamento e morti evitabili: i dati di MobilitAria 2024

L’inquinamento dell’aria, non solo contribuisce significativamente al cambiamento climatico, ma ha un profondo impatto sulla salute della popolazione, quantificabile, tra le altre, attraverso il numero di morti premature evitabili e e i costi economici associati alle spese sanitarie.

Nell’edizione 2024 del rapporto annuale MobilitAria, realizzato da Kyoto Club e dall’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR-IIA) e pubblicato in questi giorni, per la prima volta viene proposta anche una stima dell’impatto sanitario ed economico dell’inquinamento dell’aria per le 14 città metropolitane prese in esame.

Il nuovo rapporto, relativo alla mobilità e alla qualità dell’aria fino al 2023, esamina la “distanza” delle 18 città monitorate dall’Osservatorio sulla Mobilità Urbana Sostenibile rispetto agli obiettivi di decarbonizzazione e vivibilità urbana. Questa valutazione è stata fatta sulla base di sette dimensioni:

  • Trasporto pubblico non inquinante
  • Mobilità ciclabile
  • Mobilità condivisa
  • Tasso di motorizzazione
  • Elettrificazione dei veicoli privati
  • Impatto sulla salute dell’inquinamento atmosferico
  • Sicurezza stradale

Morti da inquinamento: quante evitabili secondo i dati di MobilitAria 2024

Il Rapporto per l’anno 2021 evidenzia differenze significative nelle stime delle morti premature evitabili tra le diverse città italiane. Alcune città mostrano un numero maggiore di decessi rispetto ad altre, riflettendo le differenze nei livelli di inquinamento e nei fattori ambientali locali.

Maggiore impatto nelle città del Centro-Nord

In generale, le città che subiscono maggiormente l’impatto sanitario ed economico dell’inquinamento dell’aria risultano essere quelle del Centro-Nord. Dal report emerge infatti che Roma, Milano e Torino hanno registrato un numero più elevato di morti premature evitabili rispetto alle altre città analizzate.

Minore impatto nelle città del Sud e delle Isole

Le città del Sud e delle Isole, quali Bari, Catania, Messina, Reggio Calabria e Cagliari, mostrano stime più basse di morti premature evitabili, suggerendo un impatto relativamente minore dell’inquinamento atmosferico sul sistema sanitario ed economico.

Morti per inquinamento: i dati nelle città

Il tasso di mortalità più basso lo registra Cagliari con 5 morti attribuibili all’esposizione a lungo termine al PM10, 21,88 al PM2,5 e 18,66 al NO2. Mentre Roma e Milano registrano i tassi più alti, con la capitale che conta fino a 2.755 morti premature associate all’inquinamento, e Milano 2.059.

Messina e Reggio Calabria registrano i risultati peggiori in relazione gli obiettivi dell’OMS per ridurre le morti premature da NO2, con rispettivamente il -298% e il -273% rispetto ai traguardi fissati. Anche Cagliari è indietro, con il -163%. Le città che invece si avvicinano di più agli obiettivi dell’OMS sono Palermo e Bari, con rispettivamente il -92% e il -84%.

Eccezioni

Fanno eccezione Napoli e Palermo che presentano stime di mortalità più elevate rispetto ad altre città del Sud. Venezia invece, nonostante si trovi nel Nord, ha stime inferiori rispetto ad altre città settentrionali.



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Fattori determinanti delle variazioni

Come spiegano gli esperti nel Rapporto, le differenze nei livelli di inquinamento e nei suoi effetti sulla salute variano a causa di diversi fattori ambientali, sociodemografici e delle diverse fonti di inquinamento. “Queste stime indicano un impatto significativo sulla salute pubblica e sottolineano l’urgenza di azioni mirate a migliorare la qualità dell’aria e proteggere la salute dei residenti”, si legge nel report.

L’Impatto sanitario ed economico dell’inquinamento dell’aria

L’impatto sanitario dell’inquinamento ha una ricaduta economica rilevante, ricordano infine gli esperti, influenzando il valore statistico della vita (VSL) di ciascuna città metropolitana. I costi stimati variano da 17 milioni di euro a Cagliari agli oltre 7 milioni di Milano. Nonostante le notevoli variazioni nei valori di VSL, le stime indicano che politiche mirate a ridurre il rischio di mortalità derivante dall’inquinamento atmosferico porterebbero benefici economici significativi per l’intera popolazione sul territorio nazionale.

“Pertanto, investire in politiche ambientali e di salute pubblica mirate a ridurre l’inquinamento atmosferico non solo proteggerebbe la salute e il benessere dei cittadini italiani, ma potrebbe anche generare importanti vantaggi economici e promuovere uno sviluppo sostenibile e resiliente nel tempo”, concludono gli esperti in MobilitAria 2024.

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