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Nature Restoration Law, approvazione in stand by anche per colpa dell’Italia

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Nature Restoration Law, approvazione in stand by anche per colpa dell’Italia

Dal WWF al network europeo Forest Defenders Alliance, crescono gli appelli a sostegno dell’approvazione della Nature Restoration Law.

La legge europea a favore dell’ambiente e della biodiversità, definita da più un caposaldo del Green Deal, dopo lunghi dibattiti, era giunta ad un accordo preliminare tra i governi dell’Ue e all’approvazione del Parlamento europeo.

 Il voto finale programmato per il 25 marzo, doveva essere una formalità. Invece, a causa del voto contrario dell’Ungheria e dell’astensione di alcuni paesi tra cui l’Italia, la normativa per il Ripristino della Natura, ora rischia di essere rinviata.

Così dal WWF al network europeo Forest Defenders Alliance, passando per Lipu-BirdLife Italia si moltiplicano le proteste e gli appelli di cittadini e associazioni ambientaliste affinché il governo italiano come il resto del Consiglio UE mantenga gli impegni presi e approvi quanto prima la nuova norma UE.

Cosa prevede la Nature Restoration Law

Secondo il WWF, il Regolamento sul Ripristino della Natura (NRL) rappresenta “l’atto legislativo più significativo in materia di natura nell’Unione Europea dagli anni ’90.”

Parla invece di “momento storico senza prevedenti” Lipu, l’associazione per la conservazione della natura, la tutela della biodiversità, la promozione della cultura ecologica in Italia.

Definendo la nuova proposta di legge “la cosa più importante accaduta nell’Unione Europea, sotto il profilo naturalistico, assieme alle direttive Uccelli e Habitat”.

La Nature Restoration Law propone una serie di iniziative per recuperare gli habitat e gli ecosistemi, compresi le zone umide, i fiumi, i mari, le foreste, le aree agricole e gli ambienti urbani, su tutto il territorio dell’Unione Europea. Secondo le direttive del Parlamento, fino al 2030 gli Stati membri dell’UE dovranno concentrarsi sulle aree designate come Natura 2000. Una volta che gli habitat saranno riportati a uno stato sano, sarà essenziale che gli Stati membri si impegnino affinché non si deteriorino nuovamente.

Questa legge sul ripristino della natura mira anche a supportare gli obiettivi dell’UE in materia di clima e biodiversità. Inoltre, stabilisce la necessità di registrare trend positivi per vari indicatori relativi agli ecosistemi forestali e di piantare tre miliardi di alberi. Gli Stati membri sono altresì tenuti a ripristinare almeno 25.000 km di fiumi, ripristinando il loro flusso naturale, e ad assicurare che non ci sia una perdita netta di spazio verde urbano e copertura arborea urbana su scala nazionale.

Questa in particolare stabilisce l’obiettivo di ripristinare almeno il 20% delle zone terrestri e marine dell’UE entro il 2030 e tutti gli ecosistemi entro il 2050.

L’appello del WWF firmato da 147 scienziati e naturalisti

“Il Consiglio dell’Unione Europea deve chiudere al più presto il percorso di approvazione del Regolamento sul Ripristino della Natura”, scrive il WWF nella nuovo appello “Un sì per la Nature Restoration Law è un sì anche per la sicurezza di tutti i cittadini europei”.

Nella nuova petizione con cui l’associazione si rivolge in primis al Governo italiano, si ribadisce come questa sia “indispensabile affinché gli ecosistemi naturali possano garantire aria, acqua e suoli sani alle nostre e alle future generazioni”.

“In gioco non c’è solo il recupero di ambienti naturali come foreste, fiumi e habitat marini: in gioco ci sono la mitigazione e l’adattamento al cambiamento climatico, la difesa da inondazioni, incendi e desertificazione, la qualità dell’acqua e dell’aria – si legge nell’appello di WWF Italia – In altre parole, in gioco c’è la anche la sicurezza di tutti i cittadini europei”.

“Nonostante l’ampio sostegno dei cittadini, del Parlamento europeo, degli scienziati, delle imprese e di 19 Stati membri, la NRL è tenuta in ostaggio da manovre politiche dell’ultimo minuto”, scrive ancora l’associazione che definisce “preoccupante lo stallo in cui si trova ora il Consiglio dell’Unione Europea dopo il mancato raggiungimento della maggioranza qualificata degli Stati Membri”.

L’appello di Green Impact

Già prima del voto, altre associazioni tra cui Green Impact, in rappresentanza del network europeo Forest Defenders Alliance, aveva lanciato un appello al governo Meloni affinché sostenesse la normativa in Consiglio europeo.

A pochi giorni dalla votazione infatti, l’Italia insieme a Polonia, Svezia e Paesi Bassi aveva annunciato il ritiro del sostegno accordato a livello diplomatico lo scorso novembre.

 “Questo repentino cambiamento di posizione – aveva commentato Gaia Angelini, presidente di Green Impact – solleva interrogativi sulla comprensione dei benefici di questa normativa da parte degli esponenti del governo italiano. Tale decisione sembra contraria alla preservazione del nostro prezioso patrimonio naturale, il cui valore economico è spesso maggiormente riconosciuto all’estero che nel nostro Paese”.



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“Nature restoration law: tradito l’accordo, salta l’approvazione della legge”

Per Lipu-BirdLife Italia, partner di BirdLife International, la più grande federazione mondiale di associazioni per la conservazione degli uccelli e della biodiversità, la mancata approvazione “condanna la legge a un rinvio destinandola a un futuro quantomeno incerto”.  

“Dopo aver superato enormi difficoltà grazie anche alla petizione lanciata dalla Lipu e il sostegno di 300 tra associazioni, università, enti che hanno aderito al Manifesto per la Restoration Law della nostra associazione – ha dichiarato Alessandro Polinori, presidente della Lipu in un comunicato stampa diffuso dall’associazione – non possiamo che esprimere rabbia e delusione per quanto accaduto nella riunione di oggi”.

“In piena crisi ambientale e climatica, con la biodiversità in crisi e un territorio fragile e inadeguato a far fronte agli eccessi del clima, quanto accaduto oggi è un’offesa ai cittadini europei, va contro la democrazia e la scienza”, ha proseguito Polinori.

L’associazione allora si rivolge alla presidenza belga affinché lavori “con urgenza per sbloccare la situazione e garantire l’approvazione della Nature Restoration Law prima della pausa estiva”.

E alla presidente Von der Lyen “di intervenire per salvare un elemento fondamentale del Green Deal europeo, salvando la credibilità della Ue soprattutto in un anno critico per le elezioni europee”, ha concluso Polinori.

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