Migliaia di reati ma solo 850 condanne all’anno: il rapporto Legambiente sulla violenza contro gli animali
In Italia le storie di violenza e soprusi contro gli animali restano numerose e preoccupanti. Il report di Legambiente “Mai più Green Hill. Verso un’Italia che vede la sofferenza” analizza dati ufficiali e racconta 44 casi simbolo di crudeltà. Tra il 2011 e il 2017, i procedimenti penali per delitti contro il sentimento degli animali sono stati 39.151, di cui il 70% contro ignoti e archiviati, mentre solo il 30% ha visto l’inizio dell’azione penale.
Procedimenti penali e condanne
Dai dati emerge che la media delle condanne annue presso le Corti d’Appello è stata di 850, a fronte di una media stimata di 5.600 procedimenti penali all’anno. Legambiente stima che dal 2005 al 2024 siano stati avviati circa 112.000 procedimenti, riguardanti uccisioni, maltrattamenti, combattimenti illegali e spettacoli che provocano sofferenza agli animali.
Storie simbolo di crudeltà
Il report raccoglie casi emblematici come l’allevamento Green Hill di beagle per sperimentazione, cavalli dopati per corse clandestine, l’orsa Amarena in Abruzzo, Aron a Palermo e la mucca Doris seviziata. Questi episodi hanno suscitato attenzione pubblica e portato a condanne definitive, dimostrando la lentezza e le difficoltà del sistema giudiziario nel riconoscere e punire le violenze sugli animali.
Criticità normative e culturali
Nonostante l’introduzione dei delitti contro gli animali nel Codice penale nel 2004 e l’inasprimento delle pene nel 2025, permangono lacune normative, contraddizioni e resistenze culturali che ostacolano la tutela effettiva. Alcune violazioni gravi, come il bracconaggio e il traffico di specie protette, rimangono punite in modo insufficiente, mentre la sensibilità culturale verso la sofferenza animale resta limitata.
Proposte di Legambiente per la tutela animale
Il report propone la definizione di una strategia nazionale condivisa, la creazione di un Osservatorio sui delitti contro gli animali, il rafforzamento dei servizi veterinari e percorsi educativi per i giovani. Sul piano normativo, si chiede l’introduzione di delitti autonomi per bracconaggio, pesca di frodo e traffico di specie protette e l’eliminazione delle gabbie negli allevamenti.
Il ruolo della prevenzione e dell’educazione
Legambiente sottolinea l’importanza della cultura del rispetto degli animali e del ruolo centrale della professione veterinaria. Prevenire la violenza sugli animali significa anche ridurre la violenza nella società e promuovere comportamenti empatici. La formazione e la sensibilizzazione dei cittadini, in particolare dei giovani in situazioni di vulnerabilità educativa e sociale, è parte integrante di questa strategia.
Dati territoriali e disuguaglianze
Il maggior numero di procedimenti assoluti è registrato nelle Corti d’Appello di Napoli, Bologna e Milano, mentre in rapporto alla popolazione emergono Sassari, Trieste e Campobasso come le province con più procedimenti per abitante. Le differenze territoriali evidenziano disuguaglianze nei servizi pubblici e nella tutela degli animali, sottolineando la necessità di interventi mirati e coordinati.
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