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Agenzia Protezione Ambientale accusata di mentire su PFAS nei pesticidi

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Agenzia Protezione Ambientale accusata di mentire su PFAS nei pesticidi

L’Agenzia per la Protezione Ambientale statunitense (EPA) è accusata di aver divulgato informazioni false riguardo la presenza di PFAS in alcuni pesticidi analizzati. Secondo l’organizzazione no-profit Public Employees for Environmental Responsibility (PEER), l’Agenzia avrebbe mentito dichiarando di non aver riscontrato tracce di PFOS e altri tipi di questi ‘inquinanti eterni’ pericolosi in pesticidi.

Le accuse mosse dal watchdog, guidato da ex dipendenti dell’EPA stessa, arrivano un anno dopo che l’Agenzia aveva dichiarato di non aver trovato sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) nei pesticidi testati. Un’affermazione che secondo PEER contraddice uno studio realizzato dall’ex ricercatore dell’EPA Steven Lasee nel 2022, che aveva invece rilevato PFAS nei pesticidi.

Come spiegato da Kyla Bennett, director of scientific policy di PEER, l’organizzazione ha ottenuto dati attraverso una richiesta di accesso agli atti come previsto dal “Freedom of Information Act” (la Legge sulla libertà d’informazione), dimostrando che l’EPA aveva in realtà trovato PFAS nei prodotti testati.

“È davvero vergognoso – ha dichiarato Bennett al Guardian – Non si può semplicemente ignorare ciò che non supporta la propria ipotesi. Questa non è scienza. Questa è corruzione. Posso solo pensare che stessero subendo pressioni dalle aziende produttrici di pesticidi“.

La posizione dell’EPA sui PFAS nei pesticidi

L’EPA ha rifiutato di rilasciare commenti, affermando che “poiché le questioni sono legate a un processo di reclamo formale in corso, l’EPA non ha ulteriori informazioni da fornire.”

Tuttavia, in passato, l’Agenzia ha adottato posizioni severi riguardo alla contaminazione da PFAS, e in tempi più recenti ha fissato limiti per questi inquinanti altamente dannosi nell’acqua potabile, e sta attualmente lavorando per la classificazione di due tipi di PFAS come sostanze pericolose. Anche l’amministratore dell’EPA, Michael Regan, ha riconosciuto che i PFAS possono avere effetti negativi sulla salute, tanto da poter “devastare famiglie”.

L’Agenzia ha inoltre riconosciuto il rischio di contaminazione da PFAS nei pesticidi, soprattutto in quelli conservati in contenitori di plastica di polietilene HDPE. Lo scorso anno, ha infatti ordinato a un importante produttore di cessare l’uso di PFAS nella produzione di tali contenitori.



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La richiesta di PEER

PEER in una lettera inviata all’agenzia chiede una rettifica della dichiarazione pubblica relativa alle analisi dei pesticidi. Il watchdog sostiene che, mentre l’EPA tentava di confutare i risultati degli studi, uno dei quali aveva individuato un tipo altamente nocivo di PFAS noto come acido perfluoroottansolfonico (PFOS) in sei pesticidi su dieci utilizzati nei campi di cotone e altre colture. Secondo PEER, l’agenzia ha adottato un “comportamento illecito” ed è “colpevole di numerose violazioni delle pratiche scientifiche ed etiche accettate“.

In una lettera di risposta a Peer, Anne Overstreet, direttore della divisione dell’EPA, ha affermato che l’agenzia “rimane fiduciosa nei propri risultati” e che gli scienziati EPA hanno mantenuto l’integrità scientifica e rispettato le buone pratiche di laboratorio stabilite.

PFAS e rischi per la salute

I PFAS, acronimo di “per- e polifluoroalchiliche”, sono un gruppo di sostanze chimiche ampiamente utilizzate in vari prodotti industriali e di consumo, dai rivestimenti impermeabili ai detergenti ma non solo. Questi sono noti per essere altamente persistenti nell’ambiente e nel corpo umano, accumulandosi nel tempo e causando danni alla salute. I rischi includono problemi di sviluppo, danni al sistema immunitario, disturbi ormonali e persino il cancro. Date le potenziali minacce che rappresentano per la salute umana e la loro ampia diffusione nell’ambiente in UE, come in molte altre parti del mondo, cittadini e associazioni si stanno sempre più mobilitando per chiedere un maggiore impegno nel limitare l’esposizione e regolamentare l’uso dei PFAS.

Secondo i più recenti dati diffusi anche da Greenpeace, i PFAS in Italia rappresentano “una contaminazione fuori controllo”. Questi sono infatti stati rilevati nei corsi d’acqua di ben 16 regioni italiane, oltre che in frutta e verdura consumata in Europa, e molti altri prodotti di largo consumo.

La richiesta al governo italiano, da parte di associazioni ambientaliste e sempre più cittadini preoccupati per l’ambiente e la salute, è quella di seguire l’esempio degli Stati Uniti e di altri Paesi europei adottando limiti all’uso e alla produzione di queste sostanze pericolose.

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