Loading Now

Dissesto idrogeologico e clima, il piano Ance: governance unica e modello Pnrr per mettere in sicurezza l’Italia

Dissesto idrogeologico e clima, il piano Ance: governance unica e modello Pnrr per mettere in sicurezza l’Italia

Una nuova governance nazionale con una cabina di regia a Palazzo Chigi, una struttura stabile per accelerare i progetti e l’adozione del modello Pnrr con tempi certi e controlli rigorosi. Sono alcuni dei pilastri del Piano per l’Italia presentato ieri dall’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) nel corso di un convegno dedicato alla sicurezza infrastrutturale e all’adattamento ai cambiamenti climatici. Un confronto tra istituzioni, imprese e mondo della ricerca per individuare strategie condivise in un contesto sempre più esposto ai rischi ambientali.

Il piano Ance in cinque punti per la sicurezza del territorio

Il Piano per l’Italia elaborato dall’Ance si articola in cinque direttrici principali: una governance centralizzata, una cabina di regia presso Palazzo Chigi, una struttura operativa stabile per velocizzare l’approvazione dei progetti, un sistema digitale unico per il monitoraggio e una programmazione finanziaria di lungo periodo. L’obiettivo è superare la frammentazione attuale e garantire interventi più rapidi ed efficaci contro il dissesto idrogeologico.

Dissesto idrogeologico e cambiamenti climatici

Secondo quanto emerso durante il convegno, il 94,5% dei Comuni italiani è esposto a rischi legati a frane, alluvioni ed erosione costiera. I cambiamenti climatici stanno aggravando la situazione, rendendo sempre più frequenti eventi estremi un tempo considerati eccezionali. La spesa per i danni è aumentata in modo significativo, passando da circa 1 miliardo annuo prima del 2009 a oltre 3,3 miliardi nel periodo successivo.

Il nodo della governance e delle risorse

Uno dei principali problemi evidenziati riguarda la dispersione delle competenze e dei finanziamenti. Dal 2010 sono stati destinati oltre 21 miliardi di euro per contrastare il dissesto, ma molti interventi risultano ancora bloccati o privi di aggiornamenti. La proposta di una cabina di regia centrale punta proprio a coordinare le risorse e migliorare l’efficacia delle politiche di prevenzione.

Il ruolo del modello Pnrr e degli investimenti europei

Tra le soluzioni indicate, l’adozione del modello Pnrr rappresenta un elemento chiave per garantire tempi certi e controlli stringenti. Parallelamente, viene sottolineata l’importanza della programmazione europea, con uno sguardo al bilancio 2028-2034. Attualmente sono disponibili circa 5,5 miliardi di euro per rafforzare la resilienza del sistema idrico, ridurre le perdite e migliorare l’efficienza delle infrastrutture.

Imprese e adattamento climatico: una sfida strategica

Il settore delle costruzioni è chiamato a svolgere un ruolo centrale nella lotta ai cambiamenti climatici. L’adattamento non riguarda solo la bioedilizia, ma una strategia più ampia per garantire la resilienza delle infrastrutture e la continuità economica. Per le imprese, investire in sicurezza e innovazione significa anche cogliere nuove opportunità di sviluppo.

Prevenzione contro emergenza: cambiare approccio

Dal dibattito emerge con forza la necessità di superare la logica dell’intervento post-emergenza. Investire in prevenzione consente non solo di ridurre i costi economici, ma anche di preservare territorio, abitazioni e patrimonio culturale. Un cambio di paradigma considerato indispensabile per affrontare una crisi che non è più episodica, ma strutturale.

Share this content: