Loading Now

Clima, appello delle associazioni al Parlamento: l’Italia acceleri l’uscita dai combustibili fossili

clima

Clima, appello delle associazioni al Parlamento: l’Italia acceleri l’uscita dai combustibili fossili

In vista della Conferenza internazionale sulla transizione oltre i combustibili fossili, prevista a Santa Marta dal 24 al 29 aprile, una vasta rete di organizzazioni della società civile italiana ha lanciato un appello alle istituzioni. L’obiettivo è chiedere un impegno chiaro per l’uscita da carbone, petrolio e gas e un ruolo più attivo dell’Italia nelle politiche climatiche globali.

Le organizzazioni coinvolte

L’iniziativa è promossa da una rete ampia e trasversale (A Sud, CGIL, Ecora, Extinction Rebellion Italia, Fridays for Future Italia, Greenpeace Italia, Legambiente, Osservatorio Parigi, Per il clima fuori dal fossile, VAS – Verdi Ambiente e Società, WWF Italia), che include ong ambientaliste, movimenti e sindacati, unite dalla richiesta di una transizione energetica giusta ed equa.

La conferenza di Santa Marta e il contesto internazionale

La conferenza, promossa dai governi di Colombia e Paesi Bassi, rappresenta un appuntamento chiave per costruire una coalizione globale capace di accelerare l’abbandono dei combustibili fossili. L’iniziativa si inserisce nel percorso della Fossil Fuel Treaty Initiative, che punta a un trattato internazionale vincolante per il phase-out delle fonti fossili.

Politiche climatiche giudicate insufficienti

Nel documento, le organizzazioni denunciano l’insufficienza delle politiche climatiche attuali a livello globale, europeo e nazionale. In particolare, evidenziano una crescente distanza tra gli impegni assunti e le scelte politiche concrete adottate in Italia.

I nodi della politica energetica italiana

Secondo i promotori dell’appello, le recenti decisioni del governo italiano vanno in direzione opposta rispetto agli obiettivi climatici. Tra queste, il rinvio dell’uscita dal carbone al 2038 e il sostegno a livello europeo a un allentamento del sistema ETS, considerato uno degli strumenti fondamentali per la riduzione delle emissioni.

Il tema della trasparenza e della partecipazione

Un elemento critico riguarda la comunicazione istituzionale. Nonostante la conferma della partecipazione italiana alla Conferenza di Santa Marta da parte della presidenza colombiana, mancano informazioni ufficiali chiare da parte del governo, sollevando interrogativi sulla posizione dell’Italia nello scenario internazionale.

Fossili, geopolitica e conflitti

Il dibattito si inserisce in un contesto globale segnato da tensioni geopolitiche legate al controllo delle risorse energetiche. Secondo le organizzazioni, la dipendenza dai combustibili fossili è strettamente connessa a conflitti e instabilità, rafforzando la necessità di accelerare la transizione verso fonti rinnovabili.

Le richieste al Parlamento italiano ed europeo

L’appello invita deputati, senatori ed europarlamentari ad agire concretamente. Tra le richieste principali: interrogare il governo sulla linea che adotterà alla conferenza, sostenere politiche climatiche più ambiziose, promuovere il dibattito pubblico e contribuire alla costruzione di una coalizione europea orientata alla decarbonizzazione.

Mobilitazione e iniziative sul territorio

La mobilitazione della società civile proseguirà con iniziative pubbliche e momenti di confronto. Tra questi, un evento all’Università La Sapienza di Roma il prossimo 21 aprile, e un presidio previsto a Piazza Capranica, organizzati per mantenere alta l’attenzione sul tema e rafforzare la pressione politica.

Una sfida per il futuro globale

L’uscita dai combustibili fossili viene indicata non solo come una necessità ambientale, ma come una condizione fondamentale per la giustizia globale e la costruzione di un futuro sostenibile. La conferenza di Santa Marta rappresenta un passaggio cruciale per definire strategie concrete e condivise a livello internazionale.

Share this content: