Sistemi alimentari, nasce la proposta per una strategia nazionale di transizione agroecologica
Come affrontare la trasformazione dei sistemi agroalimentari in un contesto segnato da crisi climatica, instabilità geopolitica e cambiamenti sociali ed economici? È la domanda al centro della proposta di Strategia nazionale per la transizione agroecologica dell’agricoltura e dell’alimentazione, presentata questa mattina a Roma durante l’evento “La via agroecologica per il futuro”, ospitato presso la sede della Rappresentanza del Parlamento europeo in Italia.
Una strategia per la transizione agroecologica in Italia
La strategia nasce con l’obiettivo di definire un percorso condiviso per la trasformazione dei sistemi agroalimentari italiani, coinvolgendo sia le istituzioni sia la società civile. Il documento propone linee di azione e obiettivi strategici basati su un’analisi approfondita del contesto attuale e delle sfide future.
Il progetto è il risultato del lavoro congiunto di diverse realtà associative, tra cui AIDA, Lipu, Rete Semi Rurali e WWF Italia, con il supporto della Fondazione Cariplo nell’ambito del programma AgriEco 2.0.

Un percorso partecipato con esperti e mondo agricolo
Il lavoro alla base della strategia ha coinvolto 115 esperti e attori del sistema agroalimentare, con l’obiettivo di analizzare criticità strutturali e individuare possibili soluzioni. Il confronto ha riguardato temi centrali come la produzione agricola, i modelli di consumo, la gestione delle risorse naturali e le relazioni tra i diversi soggetti della filiera.
Al centro del dibattito anche la necessità di ripensare il sistema delle conoscenze e promuovere approcci integrati come quello One Health, in grado di collegare salute umana, animale e ambientale.
Agroecologia come modello per il futuro dei sistemi alimentari
Secondo le associazioni promotrici, l’agroecologia rappresenta una chiave fondamentale per affrontare le sfide del settore agroalimentare. Questo approccio propone un cambiamento profondo nei modelli produttivi, basato su conoscenze condivise, pratiche sostenibili e relazioni più equilibrate lungo tutta la filiera.
Il modello agroecologico si fonda su un uso ridotto di input esterni e su una maggiore attenzione agli equilibri ambientali e sociali. In questo senso, viene indicato come uno strumento utile per ridurre la dipendenza da risorse esterne e per rafforzare la resilienza dei sistemi agricoli locali.
Le criticità del sistema agroalimentare attuale
La strategia mette in evidenza come molte delle difficoltà del settore agricolo derivino da problemi strutturali legati ai modelli produttivi e commerciali dominanti. Questi sistemi sono considerati insostenibili dal punto di vista ambientale, economico e sociale, anche alla luce della progressiva riduzione delle aziende agricole e della concentrazione delle risorse in mano a grandi operatori.
Secondo le associazioni, queste dinamiche si sommano a criticità storiche del settore primario, nonostante il sostegno garantito dalle politiche agricole europee nel corso dei decenni.
Il ruolo del dialogo tra istituzioni, imprese e società civile
Un elemento centrale della proposta è la necessità di rafforzare il dialogo tra tutti gli attori del sistema agroalimentare. Agricoltori, trasformatori, distributori, ricercatori, ambientalisti e istituzioni sono chiamati a collaborare per costruire un percorso comune verso la sostenibilità.
Le associazioni promotrici sottolineano come solo attraverso un confronto continuativo e strutturato sia possibile affrontare le sfide legate alla crisi climatica, alle disuguaglianze e alle tensioni geopolitiche che influenzano i sistemi alimentari globali.
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