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Autoconsumo e rinnovabili, l’Italia accelera sulle comunità energetiche

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Autoconsumo e rinnovabili, l’Italia accelera sulle comunità energetiche

In Italia le configurazioni di autoconsumo, in particolare le Comunità Energetiche Rinnovabili, si stanno affermando come strumenti chiave per affrontare la crisi climatica e contrastare la povertà energetica. A confermarlo è il nuovo rapporto di Legambiente, che evidenzia il ruolo strategico dell’energia condivisa nel ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e rafforzare lo sviluppo dei territori.

Crescita delle comunità energetiche in Italia

Secondo i dati aggiornati al dicembre 2025 del GSE, in Italia si contano 1.561 configurazioni di autoconsumo, in crescita di quasi il 40% rispetto a pochi mesi prima.

Le Comunità Energetiche Rinnovabili rappresentano la componente principale, con 904 realtà attive che coinvolgono cittadini, imprese e associazioni. Queste configurazioni contribuiscono in modo significativo alla potenza installata nazionale, confermando un trend di forte espansione.

Accanto alle CER, si sviluppano anche i gruppi di autoconsumatori collettivi, che coinvolgono famiglie, condomini e piccole imprese, ampliando il modello di condivisione dell’energia su scala locale.

Le regioni leader nello sviluppo dell’autoconsumo

La diffusione delle configurazioni di autoconsumo non è uniforme sul territorio nazionale. Le regioni più avanzate sono Lombardia, Piemonte, Sicilia e Veneto, che insieme rappresentano quasi la metà del totale nazionale.

In particolare, la Lombardia guida la classifica per numero di comunità energetiche e gruppi di autoconsumatori, seguita da Piemonte e Sicilia, mentre il Veneto si distingue per una crescita costante delle configurazioni.

Il ruolo delle CER contro crisi climatica e povertà energetica

Le Comunità Energetiche Rinnovabili non sono solo uno strumento tecnologico, ma anche sociale. Permettono infatti di ridurre i costi energetici per cittadini e imprese, favorendo al contempo la produzione locale di energia pulita.

Secondo Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, queste realtà rappresentano un modello capace di coniugare sostenibilità ambientale, inclusione sociale e sviluppo economico, trasformando la transizione energetica in un’opportunità concreta per i territori.

Ostacoli normativi e le proposte di Legambiente

Nonostante i risultati positivi, persistono criticità legate a ritardi normativi, incertezze regolatorie e procedure complesse che frenano lo sviluppo delle CER.

Per superare questi ostacoli, Legambiente propone sette azioni prioritarie, tra cui:

semplificazione delle bollette con lo scorporo dell’energia condivisa

riforma degli incentivi per una gestione più chiara e trasparente

sblocco delle connessioni e ammodernamento delle reti

sviluppo delle comunità energetiche termiche

miglioramento del portale GSE

strumenti di supporto tecnico e informativo

revisione delle scadenze normative per garantire continuità

Premio CER 2026: le migliori esperienze sul territorio

Accanto alle criticità normative, emerge un forte dinamismo locale. La terza edizione del Premio Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali ha premiato tre esperienze virtuose.

Al primo posto si distingue KönCeRT, una cooperativa del Trentino-Alto Adige che promuove inclusione e democrazia energetica. Segue la CER Elba, impegnata nella sostenibilità e nell’autosufficienza energetica dell’isola, e la CER Capannori, focalizzata sulla riduzione delle emissioni e sulla resilienza energetica.

Queste esperienze dimostrano come l’energia condivisa possa generare benefici ambientali, economici e sociali.

Investimenti, innovazione e partecipazione per il futuro energetico

Durante l’evento “Energia condivisa” organizzato da Legambiente, istituzioni, imprese e Terzo Settore hanno discusso le prospettive delle CER.

Tra le priorità emerse: rafforzare gli investimenti, migliorare le tecnologie per la gestione dell’energia e aumentare il coinvolgimento dei cittadini. Centrale anche il tema della giustizia energetica, per garantire un accesso equo ai benefici della transizione.

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