Carburanti, la discesa è già finita? L’ombra dello Stretto di Hormuz sui listini italiani
L’illusione di un ritorno alla normalità per il portafoglio degli automobilisti italiani sta durando meno del previsto. Se negli scorsi giorni i prezzi avevano accennato a una ritirata, i dati del 14 aprile 2026 mostrano una brusca frenata. La discesa dei listini si è quasi fermata, e il motivo non è solo tecnico: è geopolitico.
Mentre la classifica dei rincari regionali mostra variazioni infinitesimali (appena 3-7 millesimi di euro), l’attenzione degli analisti e del Codacons si sposta verso un “collo di bottiglia” distante migliaia di chilometri: lo Stretto di Hormuz.
Previsioni rincari: perché i prezzi non scendono più?
Secondo il Codacons, il trend discendente ha “rallentato il passo e si è quasi fermato”. Questo stallo riflette l’incertezza dei mercati internazionali. Lo Stretto di Hormuz è il passaggio chiave per circa il 20% del consumo mondiale di petrolio; un’escalation di tensioni in quest’area porterebbe il barile ben sopra i 100 dollari, innescando una reazione a catena immediata sulle pompe italiane.
Il rischio concreto, avverte l’associazione, è che questa stasi sia il preludio a una nuova ondata di rincari che potrebbe colpire la rete distributiva già nei prossimi giorni, rendendo i cali odierni del tutto irrilevanti.
La Classifica dei listini: l’Italia “congelata”
In questo scenario di attesa, i listini regionali registrano aggiustamenti minimi che il Codacons definisce “impercettibili agli automobilisti”.
📊 Gasolio e Benzina: lo stato della rete (14/04)
Ecco come si presenta la situazione media nazionale oggi:
- Gasolio (Media Italia): 2,154 €/litro (Solo -7 millesimi rispetto a ieri)
- Benzina (Media Italia): 1,785 €/litro (Solo -3 millesimi rispetto a ieri)
- Autostrade: Restano la zona critica con il diesel a 2,187 €/litro e la benzina a 1,813 €/litro.
Le uniche eccezioni degne di nota, dove la discesa ha superato il centesimo, sono confinate a Bolzano (-1,3 cent), Sicilia (-1,2 cent) e Trento (-1 cent). Per il resto del Paese, i listini sembrano essere entrati in modalità “attesa”.
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