Transizione climatica in Italia, il report CIRO: regioni a velocità diverse tra emissioni e rinnovabili
La transizione climatica in Italia procede con velocità molto diverse tra le regioni. Il Nord guida su efficienza industriale e trasporto pubblico, il Sud registra le emissioni pro capite più basse, mentre il Centro, con il Lazio in prima linea, accelera su rinnovabili e mobilità elettrica. È la fotografia che emerge dalla piattaforma CIRO, Climate Indicators for Italian RegiOns, di Italy for Climate sviluppata in collaborazione con ISPRA, che monitora 27 indicatori ambientali per valutare i progressi della decarbonizzazione in Italia.
CIRO e il monitoraggio della transizione climatica in Italia
La piattaforma CIRO non è un semplice ranking delle regioni italiane, ma uno strumento di analisi che permette di comprendere le traiettorie della transizione ecologica. Attraverso dati comparabili su più settori, il sistema evidenzia quali territori stanno accelerando nella riduzione delle emissioni e quali invece mostrano ritardi strutturali.
Secondo Edo Ronchi, le regioni possono rappresentare un motore fondamentale della transizione energetica oppure un freno, influenzando non solo il clima ma anche la stabilità economica e i prezzi dell’energia.
Emissioni regionali: Sud più virtuoso, Liguria leader nella riduzione storica
Sul fronte delle emissioni, Campania e Lazio registrano i valori pro capite più bassi d’Italia, mentre la media nazionale si attesta su livelli più elevati. Un dato particolarmente rilevante riguarda la Liguria, che negli ultimi decenni ha ridotto drasticamente le proprie emissioni grazie all’uscita progressiva dal carbone.
La stessa regione si distingue anche per la capacità di assorbimento forestale, insieme a Toscana e Umbria, confermando il ruolo degli ecosistemi naturali nella compensazione delle emissioni.
Energia e uscita dal carbone: l’Italia verso un sistema più pulito
Il settore energetico rappresenta circa l’80% delle emissioni nazionali, rendendolo centrale per la transizione climatica. In questo ambito si registra un cambiamento strutturale: già dal 2023, 14 regioni italiane risultano completamente prive di carbone nel proprio mix energetico.
Le restanti regioni stanno completando il processo di phase-out, segnando un’evoluzione significativa verso un sistema energetico più sostenibile e meno dipendente dalle fonti fossili.
Rinnovabili in crescita, ma la transizione procede a ritmi differenziati
Le energie rinnovabili rappresentano uno dei pilastri della decarbonizzazione, ma la loro diffusione non è ancora uniforme. La Valle d’Aosta copre interamente il proprio fabbisogno energetico con fonti rinnovabili, mentre Trentino-Alto Adige e Basilicata superano il 45%.
Il Lazio emerge come una delle regioni più dinamiche nel 2025 per l’installazione di nuovi impianti, mentre a livello nazionale la crescita complessiva delle rinnovabili mostra segnali di rallentamento rispetto all’anno precedente.
Un ruolo crescente è svolto anche dalle Comunità Energetiche Rinnovabili, particolarmente sviluppate in regioni come Veneto e Friuli-Venezia Giulia, anche se il quadro resta ancora molto eterogeneo.
Edifici, industria e trasporti: settori chiave della decarbonizzazione
I dati CIRO mostrano differenze significative anche nei principali settori economici. Nel comparto degli edifici, le regioni del Sud presentano emissioni più basse grazie a condizioni climatiche più favorevoli, mentre il Nord eccelle in efficienza energetica e qualità del patrimonio edilizio.
Nell’industria, che resta il settore più emissivo, emergono performance migliori in regioni come Lombardia e Marche, dove si osserva un maggiore efficientamento dei processi produttivi e un uso più avanzato dell’elettricità.
Nel settore dei trasporti, il Piemonte si distingue per l’utilizzo del trasporto pubblico, mentre il Lazio guida la diffusione delle auto elettriche nelle nuove immatricolazioni, anche se la mobilità sostenibile resta ancora limitata a livello nazionale.
Agricoltura e vulnerabilità climatica tra territori più e meno esposti
Anche l’agricoltura mostra differenze significative tra le regioni. La Calabria si distingue per l’elevata quota di biologico e per emissioni contenute, mentre Marche e Puglia registrano buone performance su diversi indicatori legati alla sostenibilità agricola.
Sul fronte della vulnerabilità climatica, Basilicata e Molise risultano tra le regioni meno esposte al rischio di alluvioni, mentre il Nord Italia è maggiormente colpito da eventi meteorologici estremi, con particolare intensità in Friuli-Venezia Giulia, Liguria e Veneto.
Una transizione ancora disomogenea ma in evoluzione
Il quadro complessivo delineato dalla piattaforma CIRO mostra un’Italia in transizione, ma ancora fortemente disomogenea. Le differenze territoriali evidenziano la necessità di politiche più coordinate e investimenti mirati per accelerare la decarbonizzazione nei settori e nelle regioni più in ritardo.
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