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Made in Italy sotto assedio: nella giornata dell’eccellenza, l’agricoltura chiede aiuto

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Made in Italy sotto assedio: nella giornata dell’eccellenza, l’agricoltura chiede aiuto

Oggi, 15 aprile 2026, l’Italia celebra la Giornata Nazionale del Made in Italy, un tributo alla qualità, alla creatività e alla sicurezza alimentare che ci rendono unici nel mondo. Ma dietro le vetrine dell’eccellenza agroalimentare si nasconde una realtà fatta di fatica e incertezza.

Andrea Tiso, presidente di Confeuro (Confederazione Agricoltori Europei), ha colto l’occasione per ricordare che i piccoli e medi agricoltori, pur essendo i custodi della biodiversità e delle tradizioni locali, stanno affrontando una “tempesta perfetta” che minaccia la loro stessa sopravvivenza.

La “Tempesta Perfetta” sulle campagne italiane

Nonostante il prestigio del marchio, il comparto agricolo è schiacciato da fattori esterni che non dipendono dalla qualità del prodotto, ma da dinamiche globali fuori controllo:

  1. Shock Energetico e Carburanti: Come abbiamo visto nell’analisi dei rincari alla pompa, i conflitti in Medio Oriente e le tensioni nello Stretto di Hormuz stanno facendo impennare i costi di produzione. Fertilizzanti, energia e carburanti agricoli sono diventati voci di spesa insostenibili.
  2. Cambiamento Climatico: Gli effetti sono ormai quotidiani. Dalle gelate tardive alla siccità prolungata, la resilienza dei piccoli produttori è messa a dura prova.
  3. Protezionismo: Sui mercati internazionali aumentano le barriere che rendono difficile l’esportazione delle nostre eccellenze, proprio mentre il mercato interno soffre per la contrazione dei consumi.

Difendere la biodiversità per salvare il marchio

Il richiamo di Confeuro si lega strettamente alle nuove linee guida europee sulla biodiversità (Direttiva Uccelli) e alle politiche di controllo ambientale (PFAS in Toscana). Un’agricoltura sana non è solo un asset economico, ma un baluardo contro il degrado del territorio.

“Difendere la nostra agricoltura significa difendere uno dei pilastri fondamentali del Made in Italy”, conclude Tiso. La richiesta è chiara: serve una sinergia istituzionale tra Roma e Bruxelles che non si limiti alle celebrazioni, ma offra strumenti di sostegno diretto per contrastare l’aumento dei costi dei fattori produttivi.

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