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Emergenza acqua: “Tratteniamo solo il 10% della pioggia, servono invasi subito”

sicurezza idrica

Emergenza acqua: “Tratteniamo solo il 10% della pioggia, servono invasi subito”

Mentre i cambiamenti climatici estremizzano l’alternanza tra siccità prolungate e alluvioni lampo, l’Italia si scopre fragile. Il dato emerso dall’ultimo incontro ANBI a Roma è allarmante: riusciamo a trattenere solo il 10% delle acque piovane. Il restante 90% scorre via verso il mare, spesso portando con sé detriti e causando dissesto idrogeologico.

Per invertire la rotta, il governo punta sul PNIISSI (Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico), ma secondo gli esperti di Confeuro, il tempo delle promesse è scaduto.

Che cos’è il Piano PNIISSI e perché è fondamentale?

Il PNIISSI è lo strumento strategico per la pianificazione delle opere idriche nel medio e lungo periodo. Con uno stanziamento di circa 7 miliardi di euro per 266 progetti, il piano mira a:

  • Efficientare le reti di distribuzione (riducendo le perdite idriche).
  • Mettere in sicurezza le dighe esistenti.
  • Costruire nuovi sistemi di accumulo.

Tuttavia, come sottolineato da Andrea Tiso, presidente di Confeuro, l’Italia sconta un ritardo infrastrutturale cronico. La “vulnerabilità idrogeologica” del nostro territorio richiede cantieri rapidi, superando le lungaggini burocratiche che spesso bloccano i fondi PNRR e nazionali.

La Soluzione: Gli Invasi Multifunzionali

Non si parla più di semplici “dighe”, ma di invasi multifunzionali. Queste infrastrutture moderne sono progettate per rispondere a tre esigenze contemporaneamente:

  1. Riserva Idrica per l’Agricoltura: Fondamentale per garantire la sovranità alimentare durante le ondate di calore.
  2. Produzione di Energia: Integrazione con impianti idroelettrici o fotovoltaico galleggiante.
  3. Lotta al Dissesto: Funzione di “cassa di espansione” per prevenire inondazioni durante le piogge torrenziali.

L’obiettivo dichiarato da Confeuro è ambizioso: passare dal 10% al 50% di acqua recuperata. Un salto che richiede una visione industriale della risorsa acqua.

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