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Ex Ilva, Codacons: “A Taranto vietato fare figli”

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Ex Ilva, Codacons: “A Taranto vietato fare figli”

Ex Ilva, Codacons torna all’attacco. Al Tar del Lazio (sezione quarta, Presidentu Politi, Rel. Fanizza) udienza chiave per limitare i morti e malati nella zona di Taranto.

Il Codacons, dopo la scadenza dei termini fissati per effettuare le bonifiche ambientali, ha chiesto infatti ai giudici del Tar di ordinare all’acciaieria e al Governo di realizzare entro 90 giorni tutti gli interventi di risanamento ambientale, allo scopo di bloccare l’insorgenza di malattie e i decessi legati all’inquinamento dell’area di Taranto.



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“Incredibile – osserva in una nota l’associazione dei consumatori – la difesa di Acciaierie d’Italia che, all’interno della memoria presentata dai legali, scrive che “soltanto” 4 delle misure ambientali previste non sono state ancora realizzate nonostante il termine di legge scaduto ad agosto 2023. Tra queste rientrano la rimozione dell’amianto, ossia una delle cause principali dell’insorgenza di tumori tra lavoratori e cittadini”.

Codacons: “Tra il 2001 ed il 2013 la metà dei neonati di Taranto venuti al mondo sottopeso”

A fronte di tale posizione i legali del Codacons, gli avvocati Carlo Rienzi e Gino Giuliano, hanno depositato al Tar “i dati drammatici e sconvolgenti sui bambini nati a Taranto, con alcuni studi che attestano come tra il 2001 e il 2013 il 49,1% dei neonati maschi e il 50,9% delle femmine siano venuti al mondo sottopeso, a causa delle emissioni inquinanti dell’acciaieria che colpiscono le donne in gravidanza”.

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